mercoledì 12 agosto 2009

Il mondo alla rovescia - Episodio 2

LA MATEMATICA E’ UN’OPINIONE

Se qualcuno esordisse con un’affermazione del genere lo prendereste a dir poco per pazzo. Fin da quando mondo è mondo tutti sanno che la “matematica non è un’opinione”, anzi è qualcosa di ben assodato e che nessuno può discutere. Sicuramente prendeste questo folle in giro per quello che vi ha appena detto: ma se questo squilibrato non fosse poi così farneticante? Sono persuaso che potrebbe indurvi come minimo a ricredere su quella asserzione, ma se fosse davvero bravo vi farebbe sentire quantomeno degli idioti.
“La matematica non è un’opinione” nasce semplicemente dal fatto che, non so quanti anni fa, una persona mise a punto degli assiomi, ossia delle verità indubitabili, che posero la base di quella che tutti conosco come matematica. Così oggi siamo tutti convinti che 2 più 2 fa 4 e che 3 per 3 fa 9, anche perché qualcuno ci ha dimostrato che tali affermazioni sono vere. Coloro che hanno almeno un diploma di scuola superiore sanno che la parola dimostrare significa provare senza dubbio, il rendere certo cioè un’affermazione. Nessuno forse si è però accorto che per dimostrare qualcosa di matematico ci serviamo degli stessi mezzi matematici che noi stessi abbiamo creato e che alla fine di tutta la catena di ciò che abbiamo dimostrato ritroviamo quei famosi assiomi a cui si è già accennato.
Forse nessuno si è mai preso la briga di confutare tali assiomi (scusate la mia ignoranza in merito), ma se tali assiomi fossero sbagliati? Se tali assiomi avessero un fondamento di errore talmente intrinseco nella natura della stessa matematica? In fin dei conti, se 2 più 2 facesse 3?
Qualcuno potrebbe contestare che gli assiomi sono, come detto sopra, delle verità indubitabili, che in certi casi sono talmente ovvi che non ci si può che credere. Voglio ricordare a tutte queste persone che quello che loro credono indubitabile non è nient’altro che la lettura della natura da parte dell’uomo stesso che è di per sé non infallibile e quindi inattendibile anche nelle sue letture più ovvie della natura stessa.

In fin dei conti quello che voglio dimostrarvi è che non è possibile spiegare alcunché senza ciò che l’uomo ha creato e successivamente dimostrato, poiché rimane sempre l’errore di fondo: l’uomo non è infallibile.
Così ora potrete andar predicando che la matematica è soltanto un’opinione perché creata dall’uomo, così come rimangono dubitabili qualsiasi altro genere di creazioni umane: siamo padroni soltanto di quello che abbiamo creato e il più delle volte neanche di quello.

Arthur Lipari